BAU[M]
Artist: Giovanni Menna
Year: 2024
Location: Napoli, Palazzo Gravina
Questa piccola esposizione di fotografie di Giovanni Menna, curata da Olga Starodubova, è stata ispirata dalla lettura di L’albero dell’architettura di Maurizio Oddo, centrato sulla relazione tra albero e costruzione. La mostra ospita una selezione di scatti dedicati a opere che hanno dato onore all’architettura, e in massima parte costruite da grandi maestri, da Mies van der Rohe ad Aalto, da Kahn a Luigi Cosenza, da Saarinen fino a Souto de Moura e Francesco Venezia. La mostra non ha finalità didascaliche o rappresentative, né pretese poetiche o teoriche. Sono solo immagini di frammenti di architetture “inquadrate”, o “affiancate”, o “tagliate” dalla presenza di un albero, evocazione di quel mondo dal quale proviene la materia che la mano e il pensiero degli uomini trasmutano in costruzione: la pietra, l’acqua, la rena, e poi il metallo forgiato nelle officine o la terra cotta nelle fornaci. La relazione tra albero e architettura è antichissima e assai stretta. Nella lingua di Goethe il lemma baum denota albero e bau edificio, costruzione, struttura, costituendo dunque la radice di bau-kunst, arte del costruire. Una assonanza che esprime con solare evidenza il nesso concettuale che gli uomini hanno fissato tra la struttura naturale dell’albero e quella artificiale di una architettura. Tanto baum che bau derivano dal tedesco antico buan, cioè abitare, generato a sua volta dalla radice indo-europea *bheue-, ovvero essere, esistere, ma anche crescere: albero e architettura sono associati, dunque, alla concezione dell’abitare pensato come fondamento dell’essere, ma anche al concetto di crescita come permanente mutazione, organismo in trasformazione, essere in divenire. Quanto basta per farci precipitare nella vertigine che cattura l’uomo che interroga sé stesso sul senso e sul modo di abitare - ovvero di essere - quella vertigine che tra le tante possibili appare la più convincente figura allegorica dell’amore per la conoscenza, la Φιλοσοφία, uno dei doni più belli che gli dei vollero offrire agli uomini all’origine del mondo.